I CARATTERI DELLA CUCINA

Le origini della cultura gastronomica del nostro territorio, dalle coltivazioni del riso allo scambio di prodotti della collina e della montagna con quelli della pianura.

LA CUCINA DEL TERRITORIO

La lingua di pianura che dal Biellese si stende verso Vercelli diventa, in primavera, una sorta di mare a quadretti e d'estate una gialla distesa ondeggiante al vento. La coltivazione del riso ha profondamente modificato il paesaggio e ha inciso sulla cultura gastronomica di tutto il territorio. Anche un altro cereale, il mais la cui diffusione risale al '700, si impone sotto forma di polenta nell'alimentazione quotidiana dei montanari e dei valligiani, caratterizzandola con prepotenza, in felice connubio con i prodotti lattiero-caseari. Nel passato, dalla collina e dalla montagna le genti scendevano al piano per scambiare castagne e formaggi con riso e meliga: così i prodotti della pianura sono diventati indispensabili per cibi tipici della montagna, come la "pulenta cunscia".
Dalla Riviera ligure, attraversando la pianura, i venditori ambulanti salivano verso la montagna con pesci conservati, assai impiegati nella cucina locale: le acciughe erano e sono un ingrediente essenziale della "bagna cauda", che nel Biellese si personalizza con l'impiego dell'olio di noci (oggi nuovamente prodotto a scopo dimostrativo nel Museo Laboratorio del Mortigliengo); il merluzzo salato, cotto con cipolle, latte o pomodoro era ed è una una delle preparazioni tipiche che si gustano con la polenta. Per le popolazioni della fascia collinare rimane fondamentale nei secoli la risorsa rappresentata dalla castagna, tanto importante da diventare parte essenziale oltre che dell'economia, anche delle tradizioni. le castagne si mangiavano lessate con il latte, con il vino, si abbinavano al riso, si riducevano in farina e si cuocevano come polentine molli e nutrienti; essiccate e pulite si barattavano con altri cibi: pur non essendo espressione di benessere, erano fonte di indipendenza economica. Ancora oggi sono impiegate nella preparazione di risotti, minestre e dolci.

GIOVANNI VIALARDI, CUOCO DI RE'

Giovanni Vialardi nasce a Salussola (BI) nel 1804. Appena ventenne viene ammesso al servizio di cucina in casa del principe Carlo Alberto, re nel 1831. In pochi anni egli percorrerà una rapida carriera fino ad essere promosso, nel 1848, aiutante capo cuoco e pasticcere.
Nel 1854 viene dato alle stampe il suo "Trattato di cucina, Pasticceria moderna, Credenza e relativa Confettureria" arricchito di 300 disegni eseguiti dall'autore e contenente circa 2000 minuziose ricette in cui si utilizzano per la prima volta pesi e misure espressi con il sistema metrico decimale. Molti sono i riferimenti alla cucina piemontese e alla tradizione gastronomica biellese.