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Santuario e Ospizio di S. Giovanni d'Andorno


Le dimensioni monumentali, le caratteristiche dei percorsi di accesso, di chiaro significato devozionale, unitamente alle qualità formali d'insieme ed alle funzioni civili e religiose sviluppate in più di quattro secoli di storia, fanno dell'Ospizio-Santuario di san Giovanni Battista un complesso architettonico e ambientale dall'evidente impronta comunitaria.
La sua realizzazione, nelle forme attuali, avviata a partire dai prinli anni del Seicento e proseguita fino ai primi decenni del Novecento, è il risultato del lavoro di generazioni di valligiani, della generosità di molte persone abbienti che legarono all'Ospizio parte delle loro fortune e dell'intuizione di coloro che, confidando nei valori della solidarietà, dell'istruzione e dell'unione tra gli abitanti, ne fecero il luogo di riferimento morale e civile per tutta la popolazione e per le stesse istituzioni pubbliche della Valle.
La volontà popolare assegnò ad un Consiglio di amministrazione rappresentativo di tutti i Comuni ampi ed autonomi poteri decisionali e di gestione su un territorio abbastanza vasto, comprendente cascinali, pascoli in quota, prati a sfalcio e boschi, per consentire all'Ente la necessaria autosufficienza economica e permettergli di realizzare compiutamente i propri obiettivi sociali. La neutralità ed il carattere extraterritoriale del Santuario sono ancor più rimarcati dalla localizzazione decentrata, lungo l'antico percorso per Oropa, e dal tracciato del confine comunale tra Campiglia e San Paolo Cervo, che divide in due parti la piazza e separa l'edificio della rettoria dalla chiesa passando in asse alla galleria secententesca, in coerenza ad una scelta di universalità e di superamento delle terrene e sempre latenti divisioni municipalistiche .
La chiesa (costruita tra il 1602 ed il 1606 sull'antico e preesistente sacello del santo precursore), ampliata nella sacrestia e nel coro su disegno dell'architetto Bernardo Vittone e sopralzata nel 1742, rappresenta il punto nodale dell'intero complesso.
In adiacenza sono poi sorte nei secoli passati le altre costruzioni, fino a creare l'attuale impianto planimetrico a schema aperto, con affaccio sul fondovalle. Nel 1608 furono realizzate la rettoria e in posizione contrapposta l'hosteria (attuale ristorante). Nel 1680, da Carlo Emilio San Martino di Parella, marchese di Andorno, fu costruito il grande fabbricato, posto sul lato orientale di accesso all'Ospizio, che nel 1713, grazie alla munificenza del notaio Giovanni Battista Accati, divenne sede delle scuole unificate della Valle e poi collegio maschile; venne chiuso nel 1935.
Nel 1718, su progetto dell'impresario Tommaso Romano, fu ampliata l'hosteria con un nuovo fabbricato adibito a palazzo dei religiosi e utilizzato per i pellegrini e gli esercizi spirituali. Nel 1766 si completò la saldatura sul lato nord tra gli edifici per l'ospitalità e la chiesa, con la creazione dell'ala dei pellegrini.
Alla fine dell'Ottocento fu avviato un lavoro di sbancamento del piazzale inferiore, che fino ad allora presentava una pendenza pressochè costante, dal portone di accesso al sagrato della chiesa e furono realizzati lo scalone e i due livelli attuali.
Solo nel 1934, quando ormai l'attività della scuola e del collegio si avviavano alla chiusura definitiva, con il lascito di Roberto Martinazzi di Quittengo fu costruita la palestra e ampliato nelle forme odierne il piazzale inferiore.
Nelle immediate adiacenze, all'interno della faggeta, sono stati realizzati in diverse epoche il cimitero ottocentesco e la torre campanaria ("campanun"), costruita nel 1740 su precedente campanile del 1635; essa, posta distante dalla chiesa, fu edificata su di un costone orientato in direzione della Valle per consentire al rintocco della campana di raggiungere ogni borgata. La campana, fusa nel 1764, per dimensioni e per peso (16 quintali) è tra le più notevoli del Piemonte.
La chiesa, ad unica navata, con quattro cappelle laterali, due su ogni lato dedicate ai genitori del precursore (santa Elisabetta e san Zaccaria) e a quelli di Gesù (Maria Immacolata e san Giuseppe), è coperta da volte a vela e cupola e contiene opere pregevoli di alcuni tra i maggiori artisti e artigiani biellesi e valsesiani settecenteschi: i pittori Fabrizio e Bernardino Galliari,
Antonio Cucchi, gli ebanisti Carlo Francesco Auregio e Pietro Antonio Serpentiero. Oltre alla pietra locale si fece molto uso di marmo bianco proveniente dalla cava del Mazzucco in territorio di Rassa (Valsesia); sono di questo materiale gli architravi, i pavimenti del coro e le pile dell'acqua santa, una delle quali datata 1585.
La caratteristica fontana con vasca a pianta ottagonale ("Burnel"), con pila centrale, già realizzata nella prima metà del Seicento,fu rifatta nel 1789 e spostata nella posizione attuale quando, nel 1934, si ampliò il piazzale.


SANTE MESSE
Feriali h. 16:45 (no lunedì);
Sabato h. 16;
Domenica h. 11:15 / 16:00;

BAR - RISTORANTI - ALBERGHI
Albergo San Giovanni: Tel.+39 015 60007
Ostello San Giovanni: Tel.+39 015 60007
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PER INFORMAZIONI
Atl - sede di Biella
P.zza V. Veneto, 3
13900 Biella
Tel. 015/351128
Fax 015/34612
Email: info@atl.biella.it

Web: www.santuariosangiovanni.it


Località: Provincia di Biella - Valle Cervo - Campiglia Cervo
Altitudine: 1012.0 m.
Tipologia: arte e cultura - religione - architettura - beni culturali - santuario

Contatti:

San Giovanni